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Lucia Pazzi

Per dipingere uso cera d'api e resina Damar. E poi uso il fuoco, che rimescola le carte.

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Non progetto i miei dipinti, li faccio e basta perché la tecnica che ho scelto non pretende da me che io sappia dove voglio arrivare: in certo senso, decidiamo la meta insieme strada facendo.


Decido che un quadro è finito quando, citando un amico, “non so cosa sia, ma mi piace guardarlo”.

Dipingere è liberarsi dal pensiero razionale, è intraprendere un viaggio privo di confini, è lasciarsi guidare dall'imprevedibile. 

CV

Fare qualcosa di "bello da guardare".

Nata a Verona e cresciuta a Roma, Lucia Pazzi si è trasferita a Bologna nel 1981 dove  attualmente risiede e lavora. Da sempre alla ricerca di esprimere “qualcosa di bello da guardare”, professionalmente ha svolto diverse attività creative, dall'artigianato alla scenografia d’eventi, divenendo anche autrice di libri e conducendo corsi sugli stessi argomenti. Libera da impegni di lavoro, dal 2017 ha deciso di dedicarsi interamente alla pittura, scegliendo la tecnica dell’ Encausto moderno. Dopo aver appreso le tecniche di base dall'artista statunitense Alicia Tormey (motivo per cui i suoi dipinti hanno titoli in inglese), ha sviluppato il suo stile pittorico, prevalentemente astratto non rappresentativo. Dopo aver trascorso alcuni anni nella sperimentazione delle molteplici potenzialità della pittura ad encausto, nel 2023 ha scelto di rendere pubblico per la prima volta il suo lavoro in una mostra personale, ospitata presso il Municipio di Zola Predosa.

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